Ciao a tutti, Marko e Vittorio hanno continuato su questa strada intrapresa ad inizio di anno e siamo qui a rendervi conto dei risultati per mettere a disposizione di tutti gli interessati le nostre esperienze.
Dopo ripetute prove "interattive" a distanza, abbiamo ritenuto utile passare
all'esperienza diretta sullo stesso campo, ci siamo incontrati a casa di
Vittorio e abbiamo verificato insieme tutto il procedimento sino alla
cottura finale che è stata eseguita sia nel forno a legna di Vittorio,
meraviglioso, sia nel MarkoG3.
Per gli ingredienti dobbiamo ringraziare Fiocco (Fabrizio, titolare di nota
pizzeria di Torino) che ci ha suggerito l'utilizzo del fiordilatte, abbiamo usato anche la
sua stessa farina, la Casalborgone 00 speciale pizza, oltre alle tecniche di impasto e staglio ricavate dai noti video di cui vi abbiam o già dato notizia e link.
Iniziato l'impasto al mattino, idratazione al 60%. Lievito secco 0,05%,
puntata 6h. apretto 4h.
I risultati ci hanno confortato, siamo rimasti molto soddisfatti, le pizze
avevano un aspetto similnapoletano, bei cornicioni, morbidezza giusta e
alveolatura molto regolare, i tempi di esecuzione, 10 ore, permettono di
esaltare il sapore caratteristico della pizza e non del pane (tipico delle
lunghe lievitazioni).
Stiamo ancora valutando le differenze sostanziali delle due diverse cotture.
A favore del forno sicuramente il fatto che la cottura avviene in un
ambiente capace di donare al piatto un profumo unico, un calore più
asciutto, forte e uniforme, che pur lasciando la pizza morbida dona al
cornicione una leggera croccantezza e il fatto che è possibile cuocere più
pizze simultaneamente e di qualsiasi diametro. Per contro, la messa a regime
necessita di tempi lunghi e il "fornaio" deve sapere il fatto suo.
Occorre tenere presente che il forno era inattivo dal mese di ottobre e
per di più trovandosi all'esterno era ancora circondato da neve.Per il
G3, il pro, facile gestione, cottura senza particolari avvertenze. Contro,
la pizza si presenta più umida, occorre usare ingredienti con poca acqua, il
diametro non supera i 28cm. i tempi sono appena più lunghi. Le conclusioni
sono che il G3 (Moddato) fa del suo meglio, per i miracoli dobbiamo
attrezzarci.
Gli esperimenti continuano, venerdì scorso ho provato (MarKo)lo stesso
impasto usando la Caputo Rosso e devo dire che i risultati sono stati molto
simili (a parte il sapore un pò più "rustico"), che abbia ragione Jeff Varasano
quando dice che la farina è importante ma prima ancora viene la tecnica?
In conclusione riteniamo che l'impasto diretto abbia una sua importante valenza ed utilità in determinate circostanze che permettano l'utilizzo di questa procedura. Non è un caso che il disciplinare sia stato redatto secondo questi criteri. Ciò non toglie che le altre tecniche siano ugualmente vantaggiose e soddisfacenti tanta che personalmente non le trascureremo, anzi.
Dal momento che la documentazione fotografica è abbastanza corposa,
riteniamo di pubblicarne solo qualcuna tra le più significative per quelle cotte nel fornetto Marko-moddato, in verità le foto non rendono piena giustizia alle pizze colpa di imperizia da parte del fotografo, mentre per le altre cotte nel forno a legna alleghiamo il link con i videoclip creati con imageShack.us e che comprende quattro filmati.
http://img693.imageshack.us/g/sam0289.mp4/Buona pizza!!!
MARKO E VITTORIO