Pizzeria Lazzaroni

Le recensioni di Profumi dal Forno
Pizzeria Lazzaroni
Roma
29 Febbraio 2012
Recensione a cura di: 
Carlo
Pizzeria Lazzaroni

Appena aperta a Roma e recensita in anteprima da Scatti di Gusto, questa nuova pizzeria ha attirato subito la nostra attenzione e abbiamo voluto capire con che cosa avevamo a che fare.

Sita in Via Tommaso Fortifiocca, in zona Colli Albani / Furio Camillo e di fronte alla Villa Lazzaroni da cui prende il nome, questa nuova pizzeria è una ennesima emanazione del solito gruppo pizzettaro capitolino facente capo a la Gatta Mangiona che ormai imperversa in tutta l'Urbe con diversi locali sicuramente tra i più graditi tra il pubblico romano.

Questa volta il ticket è costituito da Giancarlo Casa della Gatta Mangiona e da Massimiliano Ceccarelli, pizzaiolo di pluriennale esperienza sia in Italia che all'estero... andiamo a vedere cosa questi due signori hanno messo in piedi per solleticare le papille gustative di noi pizzavampiri.

L'aspetto che più aveva solleticato la nostra curiosità era questa frase tratta dalla recensione di Scatti di Gusto: "[...] l’impasto della pizza che qui prevede un utilizzo percentuale di farina per pizza napoletana che avvicina il prodotto finale a quello squisitamente partenopeo." Ovviamente la frase viene da qualcuno che è molto più titolato a parlare di cose partenopee di me, che civis romanus sum, ma con garbato rispetto mi sento di dissentire; la pizza di Lazzaroni ha poco a che fare con la pizza napoletana, senza che questo venga interpretato come un fattore negativo, ma come una semplice constatazione.

Ma andiamo con ordine.

Tanto per cominciare sembra che a Roma per aprire una pizzeria bisogna scegliere per forza una zona con difficoltà di parcheggio; anche qui siamo in una zona densamente popolata di uomini e soprattutto di macchine. Con un raro intervento della dea bendata però abbiamo trovato subito posto davanti alla pizzeria e neppure in divieto di sosta!
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Il locale è piuttosto piccolino, ordinato ma con un arredamento un po' dimesso e le semplici tovagliette di carta sul tavolo e l'immancabile lavagna a muro per gli "special" del giorno, anche questo elemento ormai un po' inflazionato.

Nel giorno della nostra visita solamente una manciata di tavoli era occupata e non ci sono stati grossi problemi, ma in un giorno di punta, con tutti i tavoli occupati, l'inquinamento acustico potrebbe forse diventare un problema viste le ridotte dimensioni del locale.

La prima cosa che colpisce appena entrati e la mancanza a vista del forno a legna; peccato perché questo ci priva della possibilità di capire il metodo di lavoro in stesura e cottura del pizzaiolo e di giudicare la qualità del forno e la modalità del suo utilizzo. Questo ovviamente è un problema solamente per malati come noi e sicuramente un avventore normale non se ne farà minimamente problema.

Arriviamo per primi nel locale, ci sediamo al nostro tavolo e, dopo un piccolo qui pro quo sulla tipologie di birre, ordiniamo i fritti; ordiniamo le frittatine napoletane dagli special del giorno, supplì alla gricia (guanciale, pecorino e pepe), supplì all'arrabiata, crocchetta di patate alla sarda (olio all'aglio, pecorino e menta), fiori di zucca e filetto di baccalà.
Fiori di zucca fritti
I fritti si rivelano subito di ottima fattura, non unti e senza alcun sapore di olio. I supplì e le crocchette hanno una ottima panatura croccante che fa veramente piacere mordere.

Per quanto riguarda il gusto, sono ottimi il supplì alla gricia e la crocchetta di patate alla sarda, molto buono anche il supplì all'arrabiata se non fosse per l'aglio in eccesso... se dopo cena sperate di avere qualche incontro galante vi conviene lasciar stare.

Il fiore di zucca e il filetto di baccalà sono invece fatti con una pastella morbida. Menzione speciale per la qualitá del baccalà utilizzato.

Piuttosto deludenti invece le frittatine napoletane, non lasciano il segno.

Il giudizio complessivo sui fritti è decisamente positivo, tra le pizzerie al piatto sicuramente tra i migliori anche se siamo ancora lontani dalle migliori da asporto come Pizzarium e 00100 Pizza.

Finito il warm up, si passa alla gara vera e propria e scegliamo di puntare su una scuderia formata dalla immancabile Margherita Classica (pomodoro, fiordilatte a fette, basilico e parmigiano) e da una Calabrese (pomodoro, caciocavallo, 'nduja e pomodori secchi) tra le rosse e dalla salsiccia e verdure (fiordilatte, cicoria ripassata e salsiccia) e la fumo verde (bufala affumicata, zucchine e speck) tra le bianche.

Le pizze si presentano ben colorite, con una buona leopardatura; di contro il condimento sembra un po' scarso, troppo distante dal bordo della pizza che presenta quindi una parte non condita troppo grande. Se la quantità non è abbondante, la qualità sembra invece di buon livello.
Margherita classica
L'impasto risulta un po' gommoso e si fa una certa fatica a masticare, niente di particolarmente indigesto a dire la verità, ma l'impressione è che l'impasto non sia arrivato a completa maturazione; sicuramente non si ha l'impressione di stare mangiando una pizza napoletana, ma comunque una discreta pizza.

Finite le nostre quattro pizze abbiamo deciso di provare anche una schiacciata ripiena alla carbonara (fiordilatte, guanciale, uova, pecorino e pepe), in pratica una specie di calzone ripieno ma con dei tagli in superficie per far uscire il vapore interno; l'umidità del ripieno in questo caso compensa la gommosità dell'impasto ed il prodotto risulta sicuramente meglio riuscito delle pizze.

Non male anche i dolci, il prezzo finale è stato di circa 30€ a testa, più o meno ciò che era lecito attendersi.

La notte è passata senza alcun problema digestivo o episodio di sete molesta.

Per concludere direi che ci troviamo di fronte ad una discreta pizzeria che, scontati un po' alcuni difetti iniziali, può avere buoni margini di crescita; l'importante è non aspettarsi una pizzeria napoletana.
Il dolce
Diciamo che sarebbe bello per una volta trovare a Roma qualcosa di veramente nuovo piuttosto che l'ennesima riproposizione di un modello che, seppur di buon livello, comincia a diventare un po' monotono; che qualche napoletano decida prima o poi di aprire una pizzeria a Roma?

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Commenti

Una scelta più coraggiosa ?

Non Romana ma neanche Napoletana, una % di farina Napoletana che la fa assomigliare alla napoletana ma che conserva lo scrocchiarello tanto amato dei palati Romani....questo è quello che abbiamo letto nelle recensioni di scatti e che siamo andati a verificare.

Il modello proposto, se pur con qualche differenza rispetto ai cugini di Sforno e della Gatta è, a mio modesto giudizio, molto simile, se pur di qualità intendiamoci.

Mi chiedo come mai su Roma ancora oggi nessuno abbia fatto, e non mi riferisco solo ai Lazzaroni, una scelta più coraggiosa e netta.

E' pur vero che a Roma quanto a preferenze sulla pizza siamo distanti dal modello Napoletano, ma sostengo pure che in mancanza di una offerta diversa i palati si adeguano.

Su cosa sia la pizza Napoletana si potrebbe scrivere una enciclopedia e non tutti sarebbero concordi nell'identificare un modello, io la identifico con un impasto diretto, maturazione a t.a.,meglio se lunga, farina di media forza, cottura 60 secondi, cornicione pronunciato alveolato all'interno e scioglievole in bocca (i.e. nun se deve masticà), sottilisima e morbida quasi acquosa all'interno, impossibilità fisica a mangiarla con le mani se non arrotolandola.
Pochi pochissimi nel Napoletano offrono un prodotto simile....

Alzi la mano chi su Roma conosce un posto dove la fanno così.

Aspettando qualche coraggioso, me la faccio così a casa ;-)

/Davide

[color=#800000]www.profumidalforno.it[/color]
[color=#800000]Il sito amatoriale sui lievitati casarecci[/color]

"La gente non sa cosa vuole finchè non glielo fai capire...."

Quoto Davide ,,,, Posso anche

Quoto Davide ,,,,
Posso anche essere d'accordo sulla scelta personale di presentare su roma pizze che si collocano in mezzo tra la romana e la napoletana , anche perchè quest'ultima ho notato che non a tutti piace ( purtroppo per colpa delle pizzerie che spacciano per pizza napoletana dei mattoni di gomma con la consistenza di un marshmallow , cosi' tanti credono che la napoletana sia gommosa e "troppo alta " ) , e quindi per una legge di mercato alcuni preferiscono accomodarsi in una fascia intermedia giocandosi le carte sulla qualita' dei condimenti e sui fritti , sacrosanti in un menu' capitolino.
Ma questo modello di pizzeria , cmq di qualita' , viene replicato senza troppa fantasia .
Anche a me piacerebbe vedere una pizzeria napoletana vera su Roma , con un bel forno a volta bassa , lunghe maturazioni e pizza scioglievole ....quanto dovremo aspettare prima che qualcuno faccia il passo giusto?

ciao !

JAWS

Non comprendo...

Scusate se mi intrometto nella vostra discussione privata, ma sono andato da Lazzaroni ormai 3 volte dall'apertura e non capisco proprio che pizza abbiate mangiato...
Ho trovato la pizza di Lazzaroni un ottimo esempio di pizza napoletana soffice e non gommosa, completamente diversa dalla pizza della Gatta o di Sforno...
Le foto delle ultime pizze del resto parlano da sole, come quelle sul post di Scattidigusto...
Mi viene il dubbio che sia lo stesso locale...

http://img716.imageshack.us/img716/9427/immag091.jpg

http://imageshack.us/photo/my-images/716/immag091.jpg/

Cordiali saluti

Lorenzo

... ma mi adeguo ;-)

3

Ciao Lorenzo,

se Lazzaroni ha migliorato i procedimenti dopo la nostra visita ne siamo ben felici, del resto il motivo per cui uno da dei feedback è perché spera che chi li riceve li utilizzi per migliorare.

Io so solo quello che ho mangiato e di quello abbiamo riportato le nostre impressioni; se ora le pizze di Lazzaroni sono delle napoletane perfette meglio per loro (se è quello che volevano fare), meglio per tutti i clienti (se è quello che vogliono mangiare), ma soprattutto meglio per noi di Profumi dal Forno perché significa che le nostre recensioni raggiungono il loro scopo.

Un saluto
/Carlo

http://www.profumidalforno.it
Il sito amatoriale sui lievitati casarecci

ciao Lorenzo , ieri parlavo

ciao Lorenzo , ieri parlavo con un amico che è stato ai Lazzaroni pochi giorni dopo la nostra visita, ebbene anche lui ha riscontrato le stesse cose da noi riportate in recensione.
Il punto è questo , se riporti giustamente le foto fatte nelle tue visite , dovresti rivedere quelle fatte da noi e noteresti pizze differenti per capire il perchè dei nostri giudizi .
Se Lazzaroni ha aggiustato il tiro sfornando pizze in stile napoletano dopo un primo periodo di rodaggio , allora ha centrato il bersaglio in pieno , ma quando ci siamo stati noi le pizze, cmq di buona qualita' , avevano purtroppo dei difetti riscontrabili ( volendole giudicare secondo metodo napoletano ) , e non è una polemica inutile questa ma solo un dato di fatto riscontrato da 4 persone nella stessa serata con tanto di fotografie .
Parlando in generale ho notato pero' , e questo mi dispiace , che a Roma se alcune pizzerie blasonate( Gatta , LAzzaroni, Sforno, Tonda) vengono criticate , apriti cielo....sembra che non sia possibile che possano sbagliare un impasto , ma purtroppo succede , come capita a tanti con la differenza che se io muovo un critica ad una quasiasi pizzeria di quartiere nessuno mi si fila , ma se invece tocco alcuni nomi ....

Saluti

Gabriele

ciao !

JAWS

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