Pizzeria Salvo

Le recensioni di Profumi dal Forno
Pizzeria Salvo
San Giorgo a Cremano (NA)
22 Dicembre 2011
Recensione a cura di: 
Davide
Pizzeria Salvo

Quando mi trovo a viaggiare da Roma verso Sud, in direzione Calabria, passando per lunga e vasta Campania, sfiorando Napoli e la sua immensa provincia, mi balzano sempre in mente (o meglio nello stomaco) l’infinità di prelibatezze che mi sfiorano a pochi chilometri.

Certo l’idea di deviare, perder del tempo nel già tribolato viaggio verso l’inferno della A3 il più delle volte scoraggia, ma così non è stato nella recente discesa delle feste Natalizie.

La pizzeria Da Salvo, gestita dai fratelli Salvo a San Giorgio a Cremano, si trova nel popoloso paese che diede i natali al grande Massimo Troisi, al quale è appunto intitolata una piazza del paese.

La cittadina si trova proprio all’imbocco della A3, venendo da Nord è necessario quindi deviare verso l’A3 già da Napoli piuttosto che imboccare la più comoda Caserta-Salerno.
Ma la deviazione nell’affollato San Giorgio a Cremano merita la sosta del pellegrino affamato ed in cerca delle origini della pizza Napoletana.

Diciamo subito, per chi non è di zona e non ha un navigatore, trovare la pizzeria non è impresa facile, le strade sotto Natale sono affollatissime ed impiego circa 45 minuti di traffico cittadino (da non far invidia alla capitale) per raggiungere la pizzeria che si affaccia in una piazzetta adiacente al centro della cittadina.

Il locale ha una gestione di 3 generazioni, il cui spazio originale è decisamente ridotto, ed è stato ampliato usando una veranda coperta e riscaldata, dove appunto ci accomodiamo.
Padroneggia nell’angolo vicino l’entrata il forno, molto caratteristico e presumo di vecchia data.

Ma veniamo all’offerta culinaria, i fratelli Salvo come molte pizzerie storiche offrono un menu quasi completamente incerniato sulla pizza con un’offerta molto vasta, pizze per tutti i gusti.

Come antipasto assolutamente non possiamo non provare gli ottimi fritti, prendiamo due crocchè (e già perché al sud sono crocchè e non crocchette di patate) ed un calzone fritto con ricotta, ciccioli e pepe.

Il fritto è ben fatto, asciutto e non olioso, le crocchè davvero interessanti gusto morbido e leggero e soprattutto sanno di vere patate !
Salvo_crocche.jpg
A seguire lo strabiliante calzone con ricotta, che ha dire il vero viene annoverato tra le pizze, ma me lo faccio portare come antipasto. Arriva in tavola rigonfio come un panzarotto, viene inciso per far fuoriuscire tutto il vapore, taglio in 4 la ricotta fuoriesce la salivazione incalza.
Riesco a fotografare solo dopo l’operazione.
Salvo_Calzone.jpg
Il fritto è perfetto, asciutto, ottimo l’accostamento tra ricotta, pepe ed una manciata di ciccioli che comunque non appesantiscono il piatto. La porzione è enorme per noi qualche pezzo viene ahimè sacrificato per dar spazio alle pizze.

Arrivano le pizze, poca fantasia proviamo due margherite ed una bianca con prosciutto.
Le pizze sono enormi, fuoriescono dal piatto, stese sottilissime, al centro un velo che sorregge appena il condimento (come deve essere in una Napoletana!), generoso quanto basta. Supera brillantemente la prova Napoletana ( la pizza deve potersi chiudere in 4 agevolmente senza scrocchi, e non sogniamoci di poter reggere uno spicchio con le mani, semmai lo arrotoliamo). Il cornicione è irregolare mediamente bassino a dimostrazione che lo stile Napoletano (vedi anche Da Michele ed altre storiche pizzerie Napoletane) si sta modificando nel tempo.
Salvo_margherita_intera.jpg
La Pizza è interessante, leggera, gli darei una lievitazione di almeno 12 ore o anche qualcosina in più. Nella cottura ho registrato una certa irregolarità, una delle due margherite infatti aveva il fondo eccessivamente bruciato, molto meno nelle altre due. Il cornicione non eccessivamente pronunciato e con poca maculatura indice di poca fiamma, probabilmente il forno non a regime (siamo stati i primi). Andando via ho notato servire pizze decisamente più accattivanti dal punto di vista estetico, ma in un locale che sforna a pranzo qualche centinaia di pizze ci può stare. Di buona qualità il fiordilatte ed i pelati.

Esco con un conto ridicolo, qui la pizza è bene primario alla stregua, se non più del pane, la margherita costa appena 3,50 euro, e la consapevolezza che passerà del tempo prima di potermi accomodare nuovamente in un posto simile, dove la gente del posto pasteggia quotidianamente nella pausa pranzo o nel break dello shopping inconsapevoli della fortuna che hanno a portata di mano.
Mi fermo al bar per prendere un caffè (i Salvo non lo fanno), mi chiedono di dove sono e perchè sono li (socialità partenopea), gli parlo di Salvo, lo conoscono appena ignorano la fama che lo contraddistingue…li invidio un po'…
Abbandono San Giorgio con la pancia piena, ma non appesantito, se ho mangiato la vera pizza Napoletana non lo so, se mai esistesse, di certo ho mangiato una signora pizza.

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