Nello scorso appuntamento ci siamo lasciati con l’indicazione di alcuni produttori di farine da utilizzare per la nostra pizza fatta in casa; vediamo ora più in dettaglio quali farine possiamo utilizzare e come.
La farina è l’ingrediente principale della pizza e quindi imparare a conoscerla, sceglierla ed utilizzarla consapevolmente è determinante per la riuscita dei nostri impasti.
Farina è infatti un termine molto generico e sotto questo nome possiamo trovare prodotti diversissimi tra di loro, alcuni più adatti, altri meno, altri ancora assolutamente da evitare se si vuole fare una buona pizza.
L'ultima novità dal Mulino Marino è una farina pensata apposta per il metodo napoletano. L'eccezionale produttore piemontese di farine si cimenta con la tradizione napoletana e mette a listino una farina 0 di grano tenero denominata GRISSINO.
Riportiamo le informazioni principali dalla scheda tecnica della farina.
Produzione e usi
Farina prodotta da Grani Teneri Biologici altamente selezionati opportunamente miscelati per ottenere una farina adatta alla preparazione di pane, pizza, pasta fresca e secca, dolci e tutti gli altri usi. Si specifica che questa farina è priva di aggiunte di glutine e altri miglioratori
La farina di Segale è un prodotto ottenuto dalla macinazione dei chicchi preceduta dalla separazione dei tegumenti esterni.
I chicchi della segale sono di colore grigio verdastro hanno forma allungata ed appuntita ad una estremità, con una composizione simile a quella del grano ma di colore più scuro.
La farina di Segale è un prodotto privo delle proteine del glutine (gliadine e glutenine) il che la rende, se usata da sola, un ingrediente inadatto alla produzione di alimenti lievitati.
Sebbene la principale forma di utilizzazione del frumento duro sia ancora rappresentata dalla pastificazione, una quota sempre più elevata della produzione viene destinata alla fabbricazione di una vasta gamma di prodotti da forno, in particolari pani dai nomi, dalle forme e dalle
La storia del grano kamut® (Triticum Polonicum) è davvero molto curiosa:
Si narra che dopo la Seconda Guerra mondiale, un pilota americano affermò di aver raccolto una manciata di semi di questo cereale in un sarcofago rinvenuto in una tomba in prossimità Dashare in Egitto.
A dispetto del nome (grano) questo alimento non deriva dalla famiglia delle Graminacee ma dalle Poligonacee.
Originario della Cina, si ottiene dalla molitura dei semi dell’omonima pianta.
La farina di grano saraceno è detta anche bigia per il suo caratteristico colore grigio-scuro.
E’ una farina priva di glutine ed è quindi adatta per la produzione di alimenti destinati a soggetti celiaci e contiene una maggiore quantità di amido a più lenta digestione ed è quindi particolarmente indicato nella dieta dei diabetici.
La farina di Avena è un prodotto ottenuto dalla macinazione delle cariossidi (semi) preceduta dalla separazione dei tegumenti esterni (crusca) che sono ricchi di cellulosa indigeribile per l’organismo umano.
La farina di avena, pur essendo molto ricca in proteine, non è provvista delle proteine che formano il glutine (gliadine e glutenine), ciò che la rende, se usata da sola, un ingrediente inadatto alla produzione di alimenti lievitati.
La farina di Mais o granoturco è un prodotto ottenuto dalla macinazione dei chicchi preceduta dalla degerminazione che è quell’operazione atta ad eliminare i tegumenti più esterni e il germe.
Prima di separare i tegumenti dal chicco, quest’ultimo viene sottoposto ad operazioni di condizionamento (umidificazione) che provocano lo scollamento dei tegumenti dalla parte vetrosa della cariosside.
Dalla macinazione e successivo raffinamento dei cariossidi (chicchi) del frumento, del grano tenero, si ottiene la farina di grano tenero.